Intervista ad Alberto Bugatti · Interviste agli Imprenditori di Successo

Intervista ad Alberto Bugatti · Interviste agli Imprenditori di Successo
       Scritto da Claudio Vivante

Alberto Bugatti, fondatore di Inox House, ci racconta come affronta le sfide e come l'Industria 4.0 abbia permesso all'azienda di raggiungere i più importanti brand di fascia alta nel settore di padelle in acciaio inox.

 

Buon giorno Sig. Bugatti, ci racconti della sua esperienza lavorativa.

Io ho iniziato come apprendista di un’azienda nel settore casalingo ed ho fatto esperienza in tutti i livelli della gestione aziendale. Quando 17 anni fa l’azienda per cui lavoravo chiuse, decisi di mettere a frutto la mia esperienza nel settore dell’acciaio aprendo una mia azienda.

 

Inox House è un’azienda che realizza prodotti di alta qualità con caratteristiche particolari, ce li può descrivere?

Sin dal principio, la mia idea è stata quella di distinguersi dai concorrenti offrendo alle aziende produttrici di articoli in alluminio con rivestimento in antiaderente servizi con un elevato contenuto tecnologico ed un’alta qualità. Valutai dal principio che il mercato dell’induzione sarebbe stato in forte espansione e investii in tecnologie moderne per applicare il fondo ad induzione su prodotti in alluminio.

 

A quali mercati fa riferimento Inox House?

Questa scelta ha orientato i mercati di riferimento di Inox House: lavorando per conto terzi con grandi volumi, Inox House realizza prodotti per il mercato mondiale, per i più importanti brand di fascia alta.

 

Chi sono i vostri clienti?

I clienti di Inox House sono i leader di mercato nella produzione di articoli antiaderenti per induzione. I prodotti che noi lavoriamo sono distribuiti praticamente in tutti i continenti.

 

Quali sono le sfide che imprese come Inox House devono affrontare?

Le sfide sono molteplici: innanzi tutto creare un rapporto di fiducia con i clienti. Per un terzista è fondamentale curare il rapporto con i clienti anche dopo la vendita. Il valore del supporto al cliente oggi è premiante e in Inox House prendiamo a cuore le esigenze dei nostri clienti. Nel mercato competitivo di oggi, occorre capire i problemi che il cliente vuole risolvere al di là di quello che esprime.

 

Secondo lei le imprese italiane sono pronte?

Nel nostro settore ci sono aziende che sono pronte ed hanno maturato il valore del servizio che possono dare ai clienti. Altre aziende invece non credo siano ancora pronte. Il settore del casalingo ebbe una crisi profonda anche a causa dell’incapacità di molte aziende dei terzisti di confrontarsi con i distributori per aiutarli ad innovare e alzare la qualità dei prodotti.

 

La globalizzazione è un fenomeno iniziato 20 anni fa che ha cambiato in modo sostanziale il sistema produttivo e distributivo del nostro paese. Lei che idea si è fatto in proposito?

La globalizzazione ha portato ad un grande aumento dell’offerta, non bilanciato da un’altrettanta crescita della domanda (almeno nel nostro settore). Purtroppo molte aziende non hanno saputo cambiare in profondità il loro approccio al mercato e quindi hanno sofferto la competizione.

Per Inox House, la risposta alle sfide della globalizzazione è la specializzazione. Chi si è creato una sua nicchia tecnologica è riuscito a lavorare meglio.

 

Approfondiamo il tema dell’efficienza degli impianti produttivi: quali sono i fattori chiave che un imprenditore deve sviluppare oggi?

Direi che un fattore fondamentale è l’efficienza: Inox house produce valori ad alto valore tecnologico aggiunto e quindi è importante che gli impianti produttivi siano affidabili dal punto di vista della qualità del processo. Occorre puntare sulla ripetibilità e la continuità dei processi produttivi, cosa abbastanza ovvia in molti settori, meno nel casalingo ritenuto un prodotto povero tecnologicamente…

 

Oggi si parla tanto di Industria 4.0 come un fattore strategico; secondo lei, quali sono gli aspetti più importanti della rivoluzione tecnologica in atto?

Nel nostro caso è fondamentale avere la possibilità di monitorare il processo produttivo dal punto di vista tecnico. Oltre al controllo dei costi, è importante controllare la qualità del prodotto. Realizzare prodotti di alta gamma significa dare la priorità alla qualità del processo, poi ovviamente occorre sapere gestire in modo oculato anche i costi.

 

“Nel nostro caso è fondamentale avere la possibilità di monitorare il processo produttivo dal punto di vista tecnico. Realizzare prodotti di alta gamma significa dare la priorità alla qualità del processo, poi ovviamente occorre sapere gestire in modo oculato anche i costi.”

 

Il mercato del lavoro in Italia presenta luci ed ombre: un alto tasso di disoccupazione giovanile e contemporaneamente aziende che non riescono a trovare figure professionali per i posti vacanti. Come siamo arrivati a questo punto?

Personalmente credo che negli anni passati, molte aziende del nostro settore hanno smesso di produrre, concentrandosi sulla parte commerciale del lavoro e di conseguenza il tessuto industriale si è impoverito di competenze: in un paio di generazioni sono andate perse molte esperienze e conoscenze che non è semplice ricostruire.

 

Come possono fare le imprese ad aiutare i giovani ad inserirsi in posti di lavoro che valorizzino le competenze?

Le imprese devono avere pazienza di formare i giovani: la formazione da parte delle aziende è fondamentale, i giovani devono dimostrare la loro volontà di apprendere da chi ha esperienza e devono impegnarsi al 100%. Le aziende devono dare fiducia, dall’altra parte i giovani devono mostrare dedizione al lavoro e spirito di sacrificio per crescere professionalmente. L’importante è che le persone scelgano “il lavoro” e non “un lavoro” qualsiasi pur di portare a casa lo stipendio. Il sistema oggi non aiuta perché non mette al primo posto la competenza e questo non aiuta i giovani a comprendere il valore della responsabilità.

 

“Le imprese devono avere pazienza di formare i giovani: la formazione da parte delle aziende è fondamentale, i giovani devono dimostrare la loro volontà di apprendere da chi ha esperienza e devono impegnarsi al 100%.”

 

In conclusione, oggi ci sono giovani che accettano la sfida di diventare imprenditori. Che consigli può dare loro?

Io mi sento di dare un solo consiglio: i giovani devono avere fiducia nelle proprie capacità, ed essere ottimisti. Bisogna vedere sempre il bicchiere mezzo pieno! Fortunatamente a Brescia esiste uno straordinario tessuto industriale che può aiutarli a crescere.

 

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