La tecnologia si compra, l’innovazione si deve far crescere

L’innovazione si deve far crescere
       Scritto da Claudio Vivante

Incontro tutti giorni imprenditori che vogliono essere informati sull’Industria 4.0 e sull’innovazione che possono portare in azienda per diventare più competitivi. Pochi di loro hanno le idee chiare, molti sono confusi in merito alle scelte da fare e dubbiosi sull’impatto che queste novità possono portare in azienda. Il timore principale, mi pare di capire, è sui benefici tanto declamati dell’Industria 4.0, per la loro realtà.

Sicuramente il beneficio fiscale in Italia lo capiscono e purtroppo si fermano a guardare solo quello. Mi spiace scriverlo, ma vedo che manca la capacità strategica: la visione dell’azienda tra 5 o 10 anni. Il mondo sta cambiando così velocemente che non solo i processi produttivi, ma anche le tecnologie ed i prodotti diventano obsoleti in pochi anni ed i mercati prima fiorenti diventano improvvisamente poveri. 

Pensate alle auto elettriche: ricordo che quando comprai l’auto nel 2005 circolavano le auto prototipo ad idrogeno di BMW: erano annunciate per il 2015. Di auto ad idrogeno non si parla più. Ora ci sono le auto elettriche e si può ben immaginare che in pochi anni il loro mercato diventerà così importante da cambiare tutta la filiera dell’automobile.

Il mercato dei ricambi, le officine, i servizi per gli utenti: quanti cambiamenti all’orizzonte. Gli interessati si stanno preparando? Secondo voi gli imprenditori hanno capito che l’innovazione è un processo senza fine? Che fare innovazione deve essere parte integrante delle aziende dal vertice fino agli ultimi operai.

 

"Fare innovazione deve essere parte integrante
delle aziende dal vertice fino agli ultimi operai."

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Io credo infatti che senza cultura dell’innovazione, non basteranno le macchine comprate con l’iper-ammortamento. Senza corsi di formazione, senza sensibilizzazione dei dipendenti aziendali verso il nuovo, che non deve esser percepito come una scocciatura in più nella routine quotidiana, ma come un’opportunità di fare meglio.

Certo a volte l’innovazione non porta i benefici attesi, ma ci sta: solo chi non prova non sbaglia. Nei seminari a cui partecipo, racconto sempre agli imprenditori che devono portare il desiderio di innovare nella loro azienda ancor prima di comprare la tecnologia. Molti imprenditori mi rispondono che le loro maestranze sono un ostacolo al cambiamento. Beh certo, se non hai mai fatto formazione per venti anni e li hai abituati a fare sempre lo stesso lavoro tutti i santi giorni, mi pare normale che la loro risposta di fronte al cambiamento non sia di gioia, ma di preoccupazione.

 

"Fortunatamente la risposta agli imprenditori di questo
Paese esiste ed è sotto gli occhi di tutti: sono i giovani."

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Fortunatamente la risposta agli imprenditori dell'Italia esiste ed è sotto gli occhi di tutti: sono i giovani. Ci sono così tanti validi giovani, immeritatamente senza lavoro, che aspettano solo un’occasione: qualcuno che li metta alla prova e gli dia la possibilità di far vedere quanto sono bravi. Giovani che hanno studiato e devono essere valorizzati. Purtroppo questi giovani sono spesso sfruttati con stage mal pagati. Oppure, e secondo me è peggio, Le aziende affiancano i “veterani” ai giovani per “insegnare” come si lavora in azienda.

In questo modo i giovani imparano a lavorare come si faceva 20 anni fa e gli facciamo perdere l’entusiasmo per l’innovazione. Non suggerisco di buttare tutta l’esperienza dei più saggi, ma di mediare tra ciò che è giusto sapere per non ripetere gli errori del passato e provare a guardare il lavoro da una nuova prospettiva.

I giovani devono essere lasciati liberi di esprimersi ed è proprio in questo che gli imprenditori devono dimostrarsi illuminati: nel dare fiducia. Bellissima parola: “fiducia”. Si può avere fiducia dei giovani, farli provare e, può succedere, anche sbagliare? Gli imprenditori hanno dimenticato i loro errori da giovani e oggi paiono non perdonare nulla alle giovani generazioni.

Se, ed è il mio auspicio, le aziende che vogliono innovare accetteranno la sfida di assumere questi straordinari ragazzi ed avranno la pazienza di ascoltare le loro idee, di incoraggiare le loro iniziative, l’innovazione nascerà naturalmente nelle stanze delle aziende, dall’ultimo dei capannoni di produzione fino agli uffici amministrativi. Lo so, sembra un sogno, ma non possiamo smettere di crederci.
 


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